Reddito universale. Sì, purché liberi energie

passioni

Reddito universale? A nostro avviso è necessario, indipendentemente dalla attuale crisi sanitaria.

E’ necessario perché è la forma più semplice ed efficace di redistribuzione della ricchezza verso le fasce più deboli; è necessario perché è psicologicamente fondamentale per avere la percezione di non essere abbandonati mai dalla collettività, anche qualora le cose dovessero andare male.

Ma da solo non è pensabile.

Deve necessariamente andare di pari passo con altre modifiche strutturali del nostro sistema: creare le condizioni per liberare le energie umane, che si traducono in creatività, lavoro, impresa, generatività, passione per ciò che si fa, entusiasmo, sfida, gioia di vivere. Modifiche a nostro avviso dure ma necessarie:

  • Eliminazione della burocrazia e dei relativi posti di lavoro (sono attività inutili, create ad arte solo per giustificare la propria esistenza)
  • Massima libertà di assumere e licenziare (lavoratori e imprese si ‘attirano’ per affinità di valori e visione; in caso contrario è meglio non perseverare in collaborazioni improduttive)
  • Massima semplicità nell’avviare una attività (eliminazione di vincoli , requisiti, limitazioni di ogni sorta che rallentano la libera espressione umana)
  • Centralità dell’orientamento (solo aiutando le persone a trovare la propria strada è possibile attivare energie), scolastico, universitario, professionale
  • Tassazione su ciò che è fermo, improduttivo (patrimoni), tassazione sui consumi ambientalmente e socialmente dannosi; detassazione sul lavoro e l’impresa

Quali i possibili effetti?

  • Enorme aumento di produttività e qualità del lavoro, quindi ricchezza (un sistema dinamico, basato sulla passione delle persone è a nostro avviso più produttivo)
  • Maggior benessere delle persone (svolgere un lavoro che si ama, con passione, è uno degli strumenti migliori per il benessere psicologico e fisico, oltre ad essere uno strumento di realizzazione di sé)
  • Riduzione dei reati e delle mafie (c’è meno ‘bisogno’ di delinquere)
  • Riduzione del numero di pensionati (le persone che svolgono un lavoro che amano sono meno propense ad andare in pensione)
  • Esplosione di creatività e ricchezza sociale (tutti i lavori che rientrano con difficoltà nelle dinamiche di mercato, ma che hanno un grande valore civico e sociale, possono comunque essere svolti grazie al reddito universale: artisti, musicisti, psicologi, filosofi, scrittori, intellettuali ecc…)

Il bisogno di sicurezza e stabilità si sposta dal concetto di ‘posto fisso’ al concetto di ‘reddito di base fisso’; in cambio possiamo avere un enorme aumento di soddisfacimento dei nostri bisogni di espressione, creatività, autorealizzazione, libertà.

Cosa aspettiamo?

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